Rifiuti Milano

Da Lca rifiuti.

La percezione del rifiuto come entità da allontanare, perché “sgradevole”, appartiene alla nostra epoca ed è andata affermandosi di pari passo con l’evoluzione dei costumi e della sensibilità dei problemi igienici. Ma se da una parte ci si vuole liberare dei rifiuti, dall’altra si opera per sfruttarne al massimo il valore; difatti la dismissione di un prodotto è arbitraria, secondo la necessità e la funzione che quel prodotto doveva assolvere, ma non tutti i valori decadono con la sua funzione.

Anzitutto un prodotto non più necessario ad un individuo può ancora esserlo per un altro, inoltre un prodotto dismesso ha sempre un valore intrinseco per il materiale che lo costituisce e per l’energia contenuta nella struttura molecolare.

I rifiuti odierni hanno una composizione estremamente eterogenea, comprendente sia sostanze pericolose per la salute dell’uomo e per l’ambiente, ma anche materiali pregiati (si pensi, per esempio, ai rifiuti elettronici e alle quantità di oro o argento impiegate). Oggi è cambiato il modo di gestire i rifiuti anche perché sono cambiati i rifiuti.

La problematica rappresentata dall’aumento delle quantità di rifiuti non può essere arginata solamente tramite una gestione più efficiente ed un maggiore tasso di riciclo; emerge in maniera sempre più netta, l’esigenza di analizzare e gestire il problema come una componente dei flussi totali di materia che attraversano la società, inserendo la gestione dei rifiuti all’interno di una strategia integrata di sviluppo sostenibile, che abbia, tra le priorità, la riduzione dell’utilizzo delle risorse, il minore consumo di energia e la minimizzazione delle emissioni alla fonte.

Pensare ad uno sviluppo sostenibile significa soddisfare le necessità attuali senza compromettere la possibilità, per le generazioni future, di trovare risposta alle proprie esigenze.

E’ sulla base di questo principio che abbiamo sviluppato l’idea di ottimizzare la gestione dei rifiuti solidi urbani utilizzando la metodologia del Life Cycle Assessment (Analisi del ciclo di vita). Il metodo di valutazione impiegato è Eco-Indicator 99 che propone tre prospettive culturali: abbiamo scelto la prospettiva che tiene conto degli impatti ambientali nel lungo periodo e della massima precauzione per sostanze aventi effetti sconosciuti. Lo scopo di questo studio è contribuire alla valorizzazione del rifiuto, fornendo un’immagine chiara degli impatti ambientali dei processi coinvolti e proponendo soluzioni mirate alla diminuzione dell’uso delle risorse e delle energie, massimizzando il beneficio socio-ambientale. La disponibilità di AMSA, Azienda Milanese Servizi Ambientali, ha reso possibile l’applicazione dello studio al caso pratico della città di Milano.

a cura di: Luca Mattoni

Applicazione del metodo LCA alla Gestione dei Rifiuti Solidi Urbani della città di Milano. a cura di: dr. Luca Mattoni

Titolo della tesi: Ottimizzazione della Gestione Integrata dei RSU

Autore della tesi di laurea: Luca Mattoni, anno 2002

Relatori: dr. De Amicis, ing. Paolo Neri, prof. Pitea

Università degli Studi di Milano-Bicocca, Facoltà di S.M.F.N., Corso di Laurea in Scienze Ambientali

Applicazione del metodo LCA alla Gestione dei Rifiuti Solidi Urbani della città di Milano.

Definizione dell’obiettivo dello studio

In questo studio si è voluto analizzare il profilo ambientale della gestione dei rifiuti urbani effettuata nel Comune di Milano, partendo dalla dismissione del bene per arrivare al trattamento finale. È stato scelto di applicare il metodo LCA perché lo strumento più efficace nel consente il confronto di vari scenari di gestione integrata e quindi permette una valutazione della migliore strategia per l’organizzazione delle attività di riciclo, termovalorizzazione e smaltimento dei rifiuti, al fine di massimizzare il beneficio socio-ambientale.

L’obiettivo stabilito è l’analisi del profilo ambientale della gestione dei rifiuti effettuata nel Comune di Milano. Viene analizzata quella parte del ciclo di vita dei prodotti usati dai cittadini di Milano che va dalla loro raccolta come rifiuti al loro fine vita (riciclo, termovalorizzazione, smaltimento in discarica).


Campo di applicazione dello studio

La funzione del sistema

Lo studio si riferisce al sistema di gestione dei rifiuti solidi urbani nella città di Milano, operato attualmente da AMSA spa.

Con il termine “gestione” si intende l’organizzazione dei processi di raccolta, di pretrattamento, di riciclo, recupero energetico e smaltimento del materiale.


Il sistema che deve essere studiato

Il sistema che deve essere studiato è la gestione di una tonnellata di rifiuti solidi urbani nel Comune di Milano.


I confini del sistema

Il sistema studiato non prende in considerazione l´impatto ambientale generato dalla produzione del bene che diventerà rifiuto: ipotesi “zero burden”.

Viene considerata quella parte del ciclo di vita dei prodotti usati dai cittadini di Milano che va dalla loro raccolta come rifiuti al loro fine vita (riciclo, termovalorizzazione, smaltimento in discarica).


L’unità funzionale

L´unità funzionale é 1 tonnellata di rifiuti solidi urbani ed assimilabili.

La tonnellata di rifiuti di riferimento è rappresentata dalle frazioni indicate nella tabella sottostante, tale composizione deriva da elaborazioni delle informazioni avute da AMSA.


Composizione della unità funzionale (1 t di RSU)
MATERIALE % Kg/ 1 t di riferimento
Carta-cartone 10,023% 100,23
Vetro-metalli 8,011% 80,11
Organico 5,211% 52,11
Plastica 1,641% 16,41
Voluminosi-ingombranti 3,570% 35,70
RUP 0,089% 0,89
Rifiuto indifferenziato 71,455% 714,55
TOT rifiuti considerati 100,000% 1.000,00



La qualità dei dati

Per lo studio si utilizzano i dati che AMSA mette a disposizione, riferiti alle statistiche aziendali dell’anno 2000, relativamente a: flussi dei rifiuti, le modalità e i mezzi di raccolta, richiesta energetica degli impianti di pre-trattamento, di compostaggio e di termovalorizzazione. Le informazioni mancanti sono assunte come dati indiretti; si tratta dei dati relativi ai processi di riciclo, alla composizione merceologica del rifiuto indifferenziato, agli impianti di smaltimento (discariche), ai consumi di alcuni mezzi di raccolta, ai processi di fine vita dei rifiuti “voluminosi ed ingombranti” e “rifiuti urbani pericolosi”.

Per la maggior parte dei dati mancanti si utilizza la banca dati del codice SIMAPRO5, i cui dati si riferiscono ad un periodo compreso tra il 1996 e il 2000. In alcuni casi viene utilizzata la banca dati italiana a supporto della valutazione del ciclo di vita: I-LCA (ANPA, 2000).

I dati vengono inseriti nello scenario attuale della gestione integrata effettuata da AMSA. Ciò significa che gli impianti di incenerimento dismessi nell’anno 2000-2001 non vengono considerati e i quantitativi della raccolta di “Organico condominiale” è inclusa nella frazione “Rifiuto Indifferenziato”.


I metodi di valutazione

Il codice di calcolo Simapro5 presenta 5 metodi per l’analisi degli impatti della LCA.

In questo studio si utilizza il Metodo “Eco-Indicator 99 (E),W” ottenuto dalla modifica del metodo “Eco-Indicator 99 (E)” proposto dal codice.

La modifica è stata fatta per includere la valutazione della risorsa acqua; il concetto che si vuole evidenziare è il limite di questa risorsa sia in termini quantitativi che qualitativi; in questo studio si fa un approccio al problema analizzandone solo l’aspetto quantitativo.

Considerando l’acqua come risorsa, la si inserisce nella categoria d’impatto “Minerals” e quindi automaticamente nella classe di danno “Resources” del metodo Eco-Indicator 99 (E). L’unità di misura usata per valutare questa categoria è il surplus di energia, valutato in MJ, che sarà necessario per estrarre 1 kg di materiale nel momento in cui il consumo di quella risorsa sarà 5 volte quello del 1990.

E’ necessario calcolare il surplus energetico e si procede con le seguenti ipotesi:

  1. La disponibilità di acqua nel 1990 era tale per cui la sua estrazione dalle falde acquifere avveniva ad una profondità di 20 m.
  2. Quando il consumo di acqua sarà 5 volte quello del 1990, per la sua estrazione dalle falde acquifere sarà necessario l’uso di un surplus di energia dovuta al fatto che l’estrazione avverrà ad un profondità di 120 m.
  3. Il surplus di energia necessario, per estrarre 1 litro di acqua dalla falda sotterranea, è pari a 2.065E-3 MJ. Questo Tale valore è stato ottenuto dal confronto delle energie richieste da una pompa idraulica per l’estrazione di 1 kg di acqua alle differenti profondità, sulla base dei dati disponibili in letteratura. Tale valore costituisce anche il fattore di caratterizzazione della sostanza “acqua”, indicata con “water” del “compartment raw material”.


La scelta della prospettiva ugualitaria è stata fatta perché nell’analisi del ciclo di vita si ritiene necessario:

  1. Usare il criterio precauzionale. Di molte sostanze emesse non si conosce con certezza l’effetto sull’uomo e sull’ambiente. Quindi sembra logico cautelare la salute dell’uomo e dell’ambiente considerando nocive anche sostanze a cui si attribuiscono solo alcune probabilità di essere nocive (per esempio i gruppi 2 e 3 dell’elenco delle sostanze cancerogene IARC).
  2. Considerare che nel lunghissimo termine le risorse sono passibili di forte depauperamento e viene posta grande attenzione alle problematiche legate ai mutamenti avvenuti in natura.
  3. Tenere presente che la versione ugualitaria è la più comprensiva per quanto riguarda il numero delle sostanze considerate, ma è anche quella che presenta le maggiori incertezze perché comprende dati sui quali il consenso scientifico è scarso.


Inventario

Descrizione macroscopica del sistema

La figura sottostante descrive macroscopicamente il sistema in cui è inserito il ciclo di vita dell’unità funzionale. Il sistema ambientale esterno fornisce materia ed energia, le attività nel territorio producono i rifiuti che si inseriscono nel sistema di gestione riquadrato in verde corrispondente alle attività AMSA.

Al sistema ambiente tornano sia i composti derivanti dallo smaltimento finale, che originano inquinamento sotto forma di energia dispersa e rilascio di sostanze nocive, sia la materia riutilizzabile nei cicli di produzione, che permette un risparmio di risorse e di energie; l’obiettivo di questo studio è stabilire bilancio finale.

fig. 1 - il sistema

La logica seguita nello svolgimento di questo studio vuole mettere in evidenza i contributi dei diversi fine vita previsti dalla gestione integrata dei rifiuti. L’architettura della LCA è tale per cui il sistema complessivo viene suddiviso in tre sotto-sistemi in funzione del fine vita; verrà creata una LCA per valutare gli effetti ambientali del recupero di materia dai rifiuti (LCA riciclo), una LCA per valutarne gli effetti del recupero energetico (LCA incin.) e una LCA per valutare i danni dovuti allo smaltimento in discarica dei rifiuti (LCA smalt.).

fig. 2 - architettura della LCA


Nei seguenti paragrafi verrà sommariamente descritto il sistema di gestione dei rifiuti differenziati, per il recupero di materia, ed il sistema di gestione dei rifiuti indifferenziati, per il recupero di energia e lo smaltimento in discarica.


Descrizione della gestione dei flussi differenziati

Nella realtà cittadina gli individui collaborano alla gestione dei rifiuti separando alcuni materiali che verranno raccolti in modo da mantenere l’omogeneità e consentirne il riciclo, questa operazione viene definita “Raccolta Differenziata”. I materiali raccolti in modo differenziato passano da un processo di vagliatura o controllo, nello studio essi sono indicati con “processi di preselezione”, e quindi vengono inviati agli impianti che renderanno il materiale riutilizzabile per nuovi prodotti, chiameremo questa fase “riciclo”.

I rifiuti del Comune di Milano che, attualmente, sono raccolti in modo differenziato sono: plastica (PET), carta, cartone, vetro , alluminio, rifiuti urbani pericolosi, rifiuti voluminosi ed ingmbranti (tessili, metalli, pneumatici, inerti, beni durevoli, ingombranti), l’organico proveniente dalle grandi utenze e dalla manutenzione del verde pubblico.

Il riciclo del materiale organico consiste nella produzione di Compost, per questo processo si usano i dati forniti da AMSA. I processi di riciclo tutti gli altri materiali sono individuati nella banca dati BUWAL contenuta nel codice Simapro4.

La figura descrive il percorso che subiscono i materiali riciclati.

fig. 3 - percorso dei materiali riciclati


Descrizione della gestione dei flussi differenziati

I materiali che non possono essere riciclati per motivi tecnici, economici o ambientali, sono inviati al recupero energetico o allo smaltimento in discarica, in funzione del loro stato fisico e della potenzialità degli impianti. Questi materiali sono rifiuti che hanno varie provenienze e sono classificati nel modo seguente e nel complesso verranno chiamati Rifiuti Indifferenziati.

  • RSU condominiale: è il rifiuto residuo della raccolta differenziata effettuata dai cittadini. Il fine vita previsto è la termovalorizzazione, operata tuttavia solo sul 28,1% del quantitativo totale a causa delle limitazioni imposte all’impianto, il rimanente viene inviato all’impianto di pretrattamento allo smaltimento, e smaltito in discarica controllata per RSU.
  • RSU da pulizia stradale: sono rifiuti gettati nei cestini stradali, raccolti dallo spazzamento delle strade e dalla pulizia dei luoghi dove si tiene mercato, il fine vita è lo stesso di RSU condominiale.
  • RSU da pulizia cimiteri e manifestazioni: i rifiuti raccolti in cimiteri e dopo manifestazioni, il fine vita è lo stesso di RSU condominiale.
  • Spurgo pozzetti stradali: è un rifiuto fangoso dato dalla raccolta dei materiali che si infilano nei tombini stradali provocandone l’intoppamento, il fine vita è lo smaltimento in discarica controllata.
  • Farmaci: pur essendo una categoria di prodotti ben definita vengono qui inseriti perché il fine vita obbligato è la termodistruzione.

La figura seguente descrive il percorso subito dalle diverse frazioni di rifiuto indifferenziato.

fig. 4 - percorso dei rifiuti indifferenziati


Acquisizione dei dati

Di seguito vengono riportati di dati forniti da AMSA riguardo le frazioni di rifiuto studiate.

Con il termine “frazione” si intende l‘insieme di rifiuti che segue la stessa filiera, ovvero costituiti dallo stesso materiale.

Con il termine “sotto-frazione” s’intende quella parte della “frazione” che è raccolta in modo distinto, ovvero con raccolta condominiale (chiamata anche porta-porta), con raccolta da campane stradali, o con raccolta presso grandi utenze (soggetti produttori di grandi quantità di rifiuti).


La frazione CARTA-CARTONE


Definizione della merceologia Carta-cartone: Cod.CER 200101
Soggetto produttore Cittadini, passanti, lavoratori, uffici, aziende
Processi di pretrattamento
Processi di trattamento per valorizzazione
Processi di trattamento finale
Waste treatment RICICLO in SIMAPRO5

La frazione PLASTICA

Definizione della merceologia Plastica: Cod.CER 200103
Soggetto produttore Cittadino
Processi di pretrattamento
Processi di trattamento per valorizzazione
Processi di trattamento finale
Waste treatment RICICLO in SIMAPRO5

La frazione ORGANICO-COMPOSTABILE

Definizione della merceologia Organico, Rifiuti comportabili: Cod.CER 200108; 200302; 200201; 200107
Soggetto produttore Cittadini, passanti, lavoratori, ortomercati, uffici, aziende
Processi di trattamento per valorizzazione Processo di COMPOSTAGGIO AMSA

La frazione VOLUMINOSI ed INGOMBRANTI

Definizione della merceologia Tessili, metalli, pneumatici, beni durevoli: Cod.CER 200111; 200106; 200300
Soggetto produttore Cittadini
Processi di pretrattamento
Processi di trattamento per valorizzazione
Processi di trattamento finale
Waste treatment RICICLO in SIMAPRO5

per: tessili, metalli, pneumatici, inerti, Beni Durevoli e 20% di ingombranti

Waste treatment LANDFILL in SIMAPRO5

Per 80% di ingombranti

La frazione VETRO-METALLI

Definizione della merceologia Vetro, Metalli: Cod.CER 200102; 200105
Soggetto produttore Cittadini, passanti, lavoratori
Processi di trattamento per valorizzazione Waste treatment RICICLO in SIMAPRO5

sia per il vetro che per l’alluminio uscenti dall’impianto.

Processi di trattamento finale Waste treatment LANDFILL in SIMAPRO5

sia per il vetro che per alluminio e ferro portati a smaltimento.

La frazione RIFIUTI URBANI PERICOLOSI _RUP

Questa frazione è distinta dagli RSU nella classificazione generale dei rifiuti. Essa viene inclusa nello studio in quanto rientra nel sistema di raccolta differenziata della gestione integrata dei rifiuti.


Definizione della merceologia Pesticidi, solventi, lampade (Hg), batterie

Cod. CER 200119; 200121; 200120

Soggetto produttore Cittadini
Processi di trattamento per valorizzazione
Processi di trattamento finale
Waste treatment RICICLO in SIMAPRO5

per 20% di RUP

Waste treatment LANDFILL in SIMAPRO5

per 80% di RUP

La frazione RIFIUTO INDIFFERENZIATO

Definizione della merceologia Rifiuto indifferenziato condominiale, farmaci, rifiuti stradali, rifiuti da pulizia cimiteriale e manifestazioni, Rifiuti da spurgo pozzetti

Cod.CER 200301; 200118; 200303

Soggetto produttore Cittadini, passanti, lavoratori, uffici
Processi di pretrattamento Processo “Imp.pretrattamento CMP”
Processi di trattamento per valorizzazione Waste treatment “Incin.Silla2 t.q.”
Processi di trattamento finale Waste scenario “Smaltimento da CMP” e

Waste scenario “Termovalorizz. Silla2”


Valutazione ambientale

Interpretazione dei risultati

Nella figura e nella tabella seguenti sono riportati i risultati della valutazione di “LCA gestione integrata” per categoria di danno.

fig. 5 - LCA gestione integrata, per categoria di danno
Valutazione “LCA gestione integrata” per categoria di danno
Method Eco-indicator 99 (E),W / Europe EI 99 E/E
Damage category Unit Total LCA riciclo LCA incin. LCA smalt.
Total Pt -1.66 -4.71 -0.569 3.62
Human Health Pt 1.93 -1.02 0.714 2.24
Ecosystem Quality Pt 0.665 -0.314 0.123 0.856
Resources Pt -4.26 -3.37 -1.41 0.519

Si osserva anzitutto che il punteggio finale, calcolato con metodo “Ecoindicator 99 (E)-W”, ha un valore negativo; ciò significa che il sistema di gestione dei rifiuti nel suo complesso porta dei vantaggi allo stato dell’ambiente. Il contributo maggiore è dovuto al riciclo dei materiali (-3.37 Pt) che genera benefici in tutte le classi. La termovalorizzazione consente un risparmio di combustibili fossili, incidendo positivamente sulla gestione totale. Lo smaltimento in discarica, come noto, ha un effetto negativo.


Per mettere in evidenza il rapporto esistente tra i tre possibili scenari di fine vita dei rifiuti è riportata di seguito la valutazione riferita alle sub-LCA.

fig. 6 - LCA per fini vita diverse

Questi risultati sostengono i criteri usati attualmente dalla legislazione, secondo i quali attuare, in ordine di priorità, il recupero di materia, il recupero energetico e, come ultima soluzione, lo smaltimento dei rifiuti.

Il punteggio ottenuto per la gestione di una tonnellata di RSU è pari a –1.66 Pt. Per avere un termine di confronto, il metodo “Eco-indicator 99” attribuisce 1.66 Pt all’utilizzo di 52 kWh di energia elettrica. Considerando che mediamente una famiglia necessita di 7 kWh al giorno, possiamo dire che gestire correttamente una tonnellata di RSU significa compensare i consumi energetici settimanali di una famiglia milanese.


Sempre al fine di poter valutare il punteggio attribuito alla gestione integrata applicata nel Comune di Milano, è riportato nella figura sottostante il confronto tra “LCA gestione integrata” e due scenari estremi: il caso di smaltimento in discarica del 100% dei rifiuti “LCA landfill 100%” e il caso (attualmente impraticabile) di recupero dei rifiuti al 100% “LCA recycling 100%”.

fig. 7 - LCA per scenari estremi

Il punteggio dato allo smaltimento in discarica, 6.38 Pt, viene classificato come peggiore “performance ambientale” assegnandgli il -100% di performance. La gestione milanese raggiunge il 26%: questo significa che, complessivamente, apporta dei benefici al sistema ambientale. Per chiarezza si riporta il seguente diagramma.

fig. 8 - diagramma di prestazione ambientale
Scenario LCA recycling100% LCA gestione integrata MI LCA landfill 100%
Pt -24.7 -1.66 6.38
Performance ambientale (%) 378% 26% -100%

Analisi di sensibilità

Confronto su Recupero energetico del Termovalorizzatore

Il processo di termovalorizzazione dei rifiuti può incidere notevolmente sulla valutazione finale in base ai parametri che vengono inseriti nel sistema di calcolo. Poiché i dati usati in questo studio sono “diretti” e quindi possono essere considerati affidabili, è possibile fare un’analisi sullo specifico parametro del recupero energetico. Questo parametro è critico in quanto, al di sotto di un certo valore, il beneficio del recupero non compensa i danni dovuti alle emissioni i atmosfera e allo smaltimento delle scorie.

Si è cercata una relazione tra kWh di energia recuperata per ogni kg di RSU bruciati e Pt di ecoefficienza. Sostituendo le quantità di kWh recuperati in “Incin.Silla2” si ottengono i seguenti risultati:


kWh / kg RSU Pt disp.incin Pt LCA
0.65 -2.01 -1.36
0.56 -1.22 -0.569
0.45 -0.259 0.393

Si è ottenuta la seguente relazione linerare:


Dalla relazione y = -8.7543x + 3.6811 si ricava y = 0 (0 Pt) per x = 0.42 kWh/kg RSU: quindi 0.42 kWh è il valore minimo di energia che è necessario recuperare, da ogni kg di rifiuto trattato, per compensare i danni dovuti alle emissioni in atmosfera e allo smaltimento delle scorie, ceneri e polveri in discarica.

y = -8.7543x + 3.6811

Applicando lo stesso calcolo al sistema complessivo (LCA incin.) che, oltre alla termovalorizzazione, include la raccolta di RSU e il trasporto di scorie e ceneri in discarica, si ricavano i seguenti risultati:


KWh / KgRSU Pt LCAincin.
0.65 -1.36
0.56 -0.569
0.45 0.393
y = -8.7643x + 4.3376


Dalla relazione y = -8.7643x + 4.3376 si ricava che y = 0 per x = 0.43 kWh/kg RSU.

Tenendo conto delle incertezze insite nel metodo, a questo risultato può essere dato il significato che, per avere una gestione ambientalmente sostenibile dell’incenerimento dei rifiuti nel Comune di Milano, è necessario utilizzare un impianto con capacità di recupero energetico di almeno 0.49 kWh / kg RSU trattate.

L’impianto Silla2, attualmente utilizzato, supera questo valore; tuttavia, le sue potenzialità non sono completamente sfruttate.


Confronto su Consumi della fasi di Raccolta

La fase di raccolta dei rifiuti comporta un impatto ambientale non trascurabile. In questo studio sono stati acquisiti in modo diretto solo i dati relativi ai consumi degli autocompattatori; per gli altri automezzi sono state fatte delle ipotesi. Si ritiene opportuno fare un’analisi di sensibilità, incrementando e diminuendo del 20% le stime fatte per rappresentare i processi di raccolta. I risultati ottenuti sono riportai di seguito:


Consumi Raccolta (%) 0% +20% -20%
LCA gestione integrata (Pt) -1.66 -1.06 -2.26
Variazione (%) 0% 36% -36%
y = 1.81x

La relazione che si ottiene indica come una variazione dei dati di consumo in fase di raccolta rifiuti provochi una variazione doppia sul punteggio della LCA complessiva.

Questo risultato è utile sia per chiarire i limiti di questo studio sia perché individua nella fase di raccolta una variabile importante nella ottimizzazione della gestione dei rifiuti.

Conclusioni generali

Dalla presentazione dei risultati appare che il sistema di gestione integrata dei rifiuti apporta nel complesso un beneficio all’ambiente. Analizzando i valori numerici ottenuti con il metodo LCA si nota che il beneficio è dovuto principalmente al riciclo, ma all’interno dei rifiuti riciclati ci sono materiali più vantaggiosi di altri, questo sia per la natura del materiale, sia per il modo in cui viene gestito.


Bibliografia

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