La valutazione del rischio igienico-sanitario del personale che opera in una discarica di rifiuti solidi urbani e assimilabili (Cristina Colombari)

Da Lca rifiuti.

Applicazione del metodo del Life Cycle Assestment (LCA), per la valutazione del rischio igienico-sanitario del personale che opera in una discarica di rifiuti solidi urbani e assimilabili

Il presente lavoro [5] effettua una valutazione del reale rischio infettivologico cui sono sottoposti gli operatori che lavorano in una discarica di rifiuti solidi urbani ed assimilabili, denominata discarica di Poiatica (Reggio Emilia). Per valutare l’effettiva presenza di microrganismi nell’area in oggetto, sono state effettuate indagini sia su campioni di materiale solido prelevati superficialmente, che su campioni di aerosol che si formano durante e dopo la movimentazione dei rifiuti. I parametri utilizzati per valutare la pericolosità degli aerosol microbici e del rifiuto solido, sono i seguenti: carica microbica a 22°C – 36°C – 44°C, coliformi totali e E.Coli, streptococchi fecali, stafilococchi e S.Aureus, spore di clostridi solfito-riduttori, miceti e Aspergillus sp. Per la stima del rischio biologico-infettivo reale, si è adottato in via sperimentale, il metodo del Life Cycle Assestment (LCA) per valutare il danno sulla salute dell’operatore in DALY (Disability Adjusted Life Years), facendo opportune ipotesi e introducendo nuove categorie d’impatto al metodo SimaPro Eco-indicator99.

Autore della Tesi di laurea: Colombari Cristina

Relatori:Bergonzoni M.*, Fantuzzi G.**

Correlatore: Neri P.***

Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia


* AGAC S.p.A. - Progettazione e D.L. Impianti Energetici e di Smaltimento (Reggio Emilia)

** Università degli Studi di Modena e Reggio - Dipartimento di Igiene e Microbiologia (Modena)

*** ENEA (Bologna)




Introduzione

Dall’esame della letteratura scientifica non risulta a tutt’oggi adeguatamente indagato l’aspetto del possibile rischio infettivologico a cui sono sottoposti gli operatori che lavorano nelle discariche controllate di rifiuti solidi urbani e assimilabili. Tuttavia esso si rileva di fondamentale importanza ai fini della sicurezza e salute dei lavoratori; è necessario quindi sviluppare delle strategie che permettano di identificare e caratterizzare adeguatamente il tale rischio.

In questa indagine la stima del rischio infettivologico viene effettuato utilizzando, in via sperimentale, il nuovo strumento previsionale denominato Life Cycle Assestment (LCA) che, utilizzando dati ambientali e sanitari opportunamente inseriti, riesce ad effettuare una stima del rischio sanitario. Per tali elaborazioni sono stati utilizzati il codice SimaPro 4.0 e in particolare il metodo di calcolo Eco-indicator 99 in cui sono stati introdotti numerosi parametri aggiuntivi quali le categorie di impatto sanitario (Infezione gastrointestinale, Infezione respiratorie, Infezione oculare, Allergie e Dermatite), le informazioni relative alla discarica e ai soggetti che vi operano, ed infine le concentrazioni di microrganismi rilevate nel corso dell’indagine ambientale, in modo tale da rendere possibile l’utilizzo di tale metodologia nella stima del rischio igienico-sanitario anche per altre discariche.

Per valutare l’effettiva presenza di microrganismi nell’area interessata si è ritenuto importante effettuare indagini sia su campioni di rifiuto solido prelevati superficialmente, che su campioni di aerosol che si formano durante e dopo la movimentazione dei rifiuti stessi, quando vengono conferiti in discarica. I punti e i metodi di campionamento sono stati individuati sulla base di considerazioni igienico-sanitarie, tenendo in considerazione i luoghi nei quali gli operatori possono essere presenti per lunghi periodi nell’arco della giornata e nelle zone di conferimento dei rifiuti, dove avviene la loro movimentazione. Per la caratterizzazione microbica dei substrati si sono individuati alcuni parametri come indicatori di contaminazione; tra questi la carica batterica totale a 22°C, a 36°C e a 44°C; miceti, con identificazione di Aspergillus sp. quando presente; stafilococchi totali e S. Aureus. Si sono inoltre ricercati microrganismi indicatori di contaminazione fecale, quali coliformi totali, coliformi fecali e E.coli, streptococchi fecali e spore di clostridi solfito-riduttori.

In sintesi l’attività di monitoraggio ambientale, coniugata con la modellizzazione matematica ha consentito di stimare un rischio potenziale per gli operatori delle discariche soprattutto per quanto riguarda l’apparato oculare e quello respiratorio. L’utilizzo costante di idonei indicatori di contaminazione e l’adozione degli opportuni presidi di protezione, permette di migliorare l’ambiente di lavoro e di tutelare preventivamente gli addetti alle discariche.

La valutazione del rischio igienico-sanitario del personale che opera in una discarica di rifiuti solidi urbani e assimilabili

Metodologia di riferimento

Obiettivo del presente lavoro è l’utilizzo in via sperimentale del metodo LCA per determinare il danno, relativo ad una giornata di lavoro, sulla salute degli operatori della discarica dovuto ai microrganismi presenti nel rifiuto e negli aerosol microbici nell’ipotesi che l’operatore non faccia uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI).

La funzione del sistema è la manipolazione dei rifiuti solidi urbani ed assimilabili nella discarica di Ia categoria di Poiatica di Carpineti (Reggio Emilia).

L’unità funzionale è rappresentata da 1 tonnellata di rifiuti con composizione merceologica caratteristica della Provincia di Reggio Emilia, considerando come tempo di vita del rifiuto 1 giorno.

Il sistema di riferimento è appunto quello della discarica.

I confini del sistema comprendono lo scarico, la movimentazione, la compattazione e la permanenza a cielo aperto dei rifiuti sulla piattaforma della discarica solo per quanto riguarda le emissioni degli agenti infettanti.

Il Codice usato è SimaPro 4.0. Nello studio del ciclo di vita non è stata utilizzata la banca- dati del Codice perché priva di dati relativi a microrganismi. Perciò in essa sono state introdotte come nuove ‘substance’ gli agenti infettanti rilevati da campionamenti effettuati direttamente sulla piattaforma.

La valutazione dell’impatto ambientale viene eseguita utilizzando il Metodo Eco - indicator 99 Abio. Esso è stato ricavato dal metodo degli Eco - indicator 99 E modificato per tenere conto del danno biologico, usando la prospettiva ugualitaria (E). Per il calcolo del danno, sono stati usati i coefficienti di valutazione medi (A) perché attribuiscono alla salute umana un danno uguale a quello attribuito all’ecosistema.

Modifica al metodo Eco-indicator 99 per la stima del rischio biologico

Per poter effettuare una stima del rischio igienico-sanitario attraverso il metodo del Life Cycle Assessment (LCA), è necessario modificare il metodo Eco-indicator 99 introducendo in esso nuove categorie d’impatto tipiche di aspetti sanitari. Pertanto le quattro fasi di elaborazione del metodo Eco-indicator 99 risultano così definite:

Classificazione

Sulla base delle determinazioni analitiche effettuate vengono scelti gli agenti infettanti che possono produrre danni biologici e si assumono tali danni come nuove categorie di impatto sanitario, che verranno introdotte nella categoria di danno della “Salute Umana” (Human Health). Nella Tabella 1 vengono riportati gli agenti infettanti rilevati nell’aria e nel solido e relativi alle singole categorie di impatto.


Categoria di impatto Agente infettante nell’ aria Agente infettante nel rifiuto solido
Infezione gastrointestinale - Coliformi fecali
Infezione oculare - Stafilococchi
Dermatite
- Stafilococchi
- Miceti
- Streptococchi


Allergie Miceti Miceti
Infezione dell’apparato respiratorio
Miceti Miceti
Stafilococchi Stafilococchi
Streptococchi Streptococchi


Tab.1 - Categorie d’impatto ed agenti infettanti.

Caratterizzazione

Fate analysis

E’ la prima analisi da compiere e consiste nel correlare la sostanza emessa alla variazione della sua concentrazione nel tempo. Se non si conoscessero le concentrazioni degli agenti infettanti, esse dovrebbero essere determinate mediante un modello teorico a partire dalle emissioni del rifiuto “e” e dai ‘fate factor’(F). Le emissioni “e” sono gli agenti infettanti presenti in una determinata quantità di rifiuti, avente una certa composizione; i ‘fate factor’ (F) sono fattori che tengono conto della dinamica delle popolazioni dei patogeni nei diversi compartimenti ambientali (solido, aria, acqua e cibo). Le concentrazioni “c” si potrebbero quindi calcolare in base alla relazione:

c = e * F formula 1)

dove:

c = UFC/m3 o UFC / g

e = UFC/m2a

F = m2a/m3 o m2a/g formula 2)

Il modello permetterebbe quindi di prevedere la concentrazione degli agenti infettanti nel rifiuto e nell’aria. Nel presente studio, la ‘fate analysis’ non è necessaria perché le concentrazioni dei microrganismi-indicatori sono state determinate sperimentalmente.

Per stimare il rischio biologico, applicando il metodo degli Eco-indicator 99, è necessario formulare alcune ipotesi basilari per le fasi applicative di calcolo.

Come concentrazione dell’agente infettante si assume la media aritmetica delle concentrazioni rilevate sperimentalmente nei cinque campionamenti, durante le tre fasi di interazione operatore–rifiuto: “Quiete (attesa degli automezzi di scarico), “Moto ruspa (compattazione del rifiuto) e “Moto camion (scarico del rifiuto).

Inoltre si ipotizza che il rifiuto produca agenti infettanti solo quando è scoperto, cioè durante la giornata lavorativa dell’operatore, perché alla sera esso viene ricoperto da uno strato di argilla. Si considera anche che la concentrazione misurata sperimentalmente sia dovuta alle emissioni dei rifiuti conferiti in discarica nell’arco di una giornata e che tale concentrazione sia costante durante tutta la giornata e su tutta la piattaforma dei rifiuti (zona infettante).

I dati ricavati dall’archivio AGAC stimano che nell’anno 1999 sono stati conferiti in discarica PRSU1999 = 46.899 t di rifiuti solidi urbani e assimilabili; considerando che in un anno il numero di giorni lavorativi nd = 300, risulta che il peso dei rifiuti conferiti in discarica in un giorno (PRSUd) valga:

PRSUd = PRSU1999 / nd = 156 t

Nella stima del rischio biologico, inoltre, non si considera il fenomeno dell’accumulo degli agenti patogeni nell’individuo nel corso della sua vita e, di conseguenza, neanche l’unità di tempo (anno = a).

Effect Analysis

Quest’analisi consente di correlare la dose di emissione agli effetti sulla salute umana. Allo scopo di determinare la relazione dose - risposta, si definiscono per ogni agente infettante, in modo approssimativo e con il solo obiettivo metodologico, una soglia di danno SD. Essa rappresenta la minima concentrazione di microrganismi MDI (espressa in UFC/g per il solido e UFC/m3 per l’aria), tale da determinare la malattia con una probabilità che tenga conto dei fattori individuali (Pind.). A tale scopo si ipotizza che solo un individuo su 100 contragga la malattia venendo a contatto con MDI, perciò Pind. = 0.01. E’ necessario inoltre prendere in considerazione la via di trasmissione degli agenti infettanti, che è diversa a seconda che questi siano presenti nell’aria o nel rifiuto solido; tali vie di trasmissione hanno una diversa probabilità (Ptrasm.) di avvenire e ciò deve essere considerato per poter meglio stimare il rischio biologico. Infatti la probabilità che l’operatore senza Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) venga a diretto contatto con il rifiuto, e ci sia quindi una trasmissione per contatto, è bassa; supponiamo quindi che l’operatore tocchi o ingerisca il rifiuto solo incidentalmente (ad esempio per una caduta o allacciandosi una scarpa o appoggiandosi alle ruote della ruspa per salire su di essa) e che tale incidente abbia la probabilità di avvenire pari a10-4. Per esempio, se si suppone che l’operatore compia 103 passi al giorno, la probabilità che cada risulta essere di 0.1 al giorno.

Al contrario, l’operatore viene a contatto sicuramente con gli agenti infettanti presenti nell’aria attraverso l’inalazione.

Perciò Ptrasm. = 0.0001 quando consideriamo l’agente infettante nel solido, mentre Ptrasm. = 1, quando consideriamo l’agente infettante in aria.

La Soglia di Danno (SD) viene quindi calcolata nel modo seguente:

SD = MDI / (Pind. * Ptrasm.) [UFC/g o UFC/m3]

L’Unita’ di Rischio (UR) è definita come la stima della probabilità che un individuo medio sviluppi la malattia quando viene esposto ad un agente infettante che presenta la concentrazione di 1 UFC / m3 o 1 UFC/g. Essa è l’inverso della soglia di danno:

UR = 1/SD [casi*g*UFC-1/ persona o casi*m3*UFC-1/ persona]

Nel metodo standard UR viene riferita alla vita media di un individuo, ma nel presente studio si assume che non vi sia accumulo di agenti patogeni nell’individuo col trascorrere degli anni, perciò che UR sia indipendente dal tempo.

L’ Effect Factor E, definito come numero di casi per unità di concentrazione, è dato da:

E = (UR)*pd [casi*g*UFC-1 o casi*m3*UFC-1] formula 3)

dove pd è la ‘population density’ che è rappresentata dal numero degli individui che vengono a contatto con i rifiuti durante 1 giorno di lavoro, cioè dal numero di operatori fissi nof. che lavorano sulla piattaforma durante tutta la giornata (10 ore) e dal numero di operatori occasionali noc. (cioè il numero di autotrasportatori che conferiscono i rifiuti in discarica e il numero degli addetti alla discarica), riferito al tempo durante il quale essi permangono sulla piattaforma. Perciò la ‘population density’ vale:

pd = (nof. + noc.)

Si è preferito considerare pd come dato di input perché il numero degli operatori è una variabile legata allo studio in esame e alla discarica presa in considerazione.

L’ Incidence Factor I vale:

I = E*F [casi* UFC-1 * PRSUd ] formula 4)

in cui non è necessario calcolare i valori dei Fate Factor (F), avendo usato un metodo sperimentale per determinare le concentrazioni (c). Sostituendo quindi la 1) nella 4) si ottiene:

I = E*c/e formula 5)

In Tabella 2 sono riportati i valori delle grandezze necessarie per il calcolo dell’Unita’ di Rischio (UR). Dall’esame della letteratura scientifica non sono stati reperiti valori di Minima Dose Infettante (MDI) per gli agenti infettanti considerati e per questo parametro sono quindi stati definiti valori approssimativi, con il solo obiettivo metodologico.


Categorie di impatto
Agenti infettanti
MDI
Pind.
Ptrasm.
SD
UR
Infezione gastro

intestinale

Coliformi fecali (s) 106 UFC/g 0.01 10-4 1012 UFC/g 10-12 g *UFC-1
Infezione oculare Stafilococchi (s) 102 UFC/g 0.01 10-4 108 UFC/g 10-8 g*UFC-1
Infezione respiratorie
Miceti (a) 108UFC/m3 0.01 1 1010 UFC/m3 10-10m3*UFC-1
Miceti (s) 106UFC/g 0.01 10-4 1012 UFC/g 10-12 g*UFC-1
Stafilococchi (a) 108 UFC/m3 0.01 1 1010 UFC/m3 10-10m3*UFC-1
Stafilococchi (s) 106 UFC/g 0.01 10-4 1012 UFC/g 10-12 g*UFC-1
Streptococchi (a) 108 UFC/m3 0.01 1 1010 UFC/m3 10-10m3*UFC-1
Streptococchi (s) 106 UFC/g 0.01 10-4 1012 UFC/g 10-12 g*UFC-1


Dermatite
Miceti (s) 106UFC/g 0.01 10-4 1012 UFC/g 10-12 g*UFC-1
Stafilococchi (s) 105 UFC/g 0.01 10-4 1011 UFC/g 10-11 g*UFC-1
Streptococchi (s) 103 UFC/g 0.01 10-4 109 UFC/g 10-9 g*UFC-1


Allergie
Miceti (a) 104UFC/m3 0.01 1 106UFC/m3 10-6 m3*UFC-1
Miceti (s) 102UFC/g 0.01 10-4 108UFC/g 10-8 g*UFC-1


(a)veicolo dell’agente infettante è l’aria

(s) veicolo dell’agente infettante è il rifiuto solido

Tab.2 - Calcolo di dell’Unita’ di Rischio (UR).

Determinazione dei DALYs

L’unità di misura per quantificare il “danno” alla salute umana è il DALY (Disability Adjusted Life Years), espresso come la somma degli anni vissuti in disabilità (YLD = Years Lived Disabled ) e degli anni di vita persi dovuti a morte prematura (YLL = Years Life Lost ). Il valore del DALY, per caso di incidenza, usa una scala di valori numerici associati a disabilità (disability rating) compresi tra il valore 0 in caso di perfetto stato di salute e il valore 1 in caso di morte.

Negli annessi alla metodologia del metodo sono indicate 7 classi di disabilità (‘Disability Class’) in ordine crescente di gravità di danno (dove per esempio la vitiligine è posta in classe 1, la sindrome di Down in classe 5, la demenza in classe 7), ciascuna riferita ad un intervallo di peso di gravità (‘Severity weights’). In questo studio le categorie di impatto considerate rientrano nelle classi di danno 1 e 2 che hanno “pesi di gravità” compresi tra 0.00 e 0.12. Si assume quindi che il loro ‘Severity weights’ sia il valore medio tra gli estremi dell’intervallo dei pesi di gravità e quindi valga 0.06.

In Tabella 3 sono riportati i DALYs calcolati e le grandezze necessarie per il loro calcolo. Gli anni di disabilità (YLD) sono calcolati sulla base dei giorni necessari per guarire dalla malattia considerata.


Categorie di impatto Classe di danno Gravità Anni di disabilità (YLD) DALYs
Infezione gastro intestinale 1 - 2 0.06 5/365 = 0.0137 0.000822
Infezione oculare 1 - 2 0.06 5/365 = 0.0137 0.000822
Infezione respiratoria 1 - 2 0.06 10/365 = 0.0274 0.001644
Dermatite 1 - 2 0.06 30/365 = 0.0822 0.004932
Allergie 1 - 2 0.06 90/365 = 0.2466 0.014796

Tab.3 - Calcolo dei DALYs (Disability Adjusted Life Years)

Damage

Il Damage D si calcola andando a sostituire le equazioni ricavate precedentemente e vale:

D = I * DALYs = E * F * DALYs = E*c/e * DALYs [casi * UFC-1 * PRSUd*DALYs ]

Caratterizzazione

La caratterizzazione misura il danno dovuto all’emissione eU.F. di agenti infettanti dell’Unità Funzionale (1 t di rifiuti). Quindi la caratterizzazione è data da:

C = eU.F. * D = eU.F. * E * c/e * DALYs = (eU.F. / e) * UR * pd * c * DALYs

in cui si è preferito considerare come dati di input il numero degli esposti (pd), le concentrazioni ricavate sperimentalmente (c) e le emissioni dovute a 1 t di rifiuti rispetto alle emissioni dovute alla quantità di rifiuti conferiti quotidianamente in discarica (eU.F. / e). Questo perché tali parametri sono variabili legate allo studio in esame e alla discarica presa in considerazione.

In Tabella 4 vengono indicate le grandezze necessarie per calcolare la caratterizzazione.


Categorie di impatto Agenti infettanti UR DALYs UR * DALYs *10-12
Infezione gastro- intestinale Coliformi fecali(s) 10-12 *g*UFC-1 0.000822 0.000822
Infezione oculare Stafilococchi (s) 10-8 *g*UFC-1 0.000822 8.22
Infezioni respiratorie
Miceti(a) 10-10 *m3*UFC-1 0.001644 0.1644
Miceti(s) 10-12 *g* UFC-1 0.001644 0.001644
Stafilococchi(a) 10-10 *m3*UFC-1 0.001644 0.1644
Stafilococchi(s) 10-12 *g*UFC-1 0.001644 0.001644
Streptococchi(a) 10-10 *m3*UFC-1 0.001644 0.1644
Streptococchi(s) 10-12 *g*UFC-1 0.001644 0.001644


Dermatite
Miceti(s) 10-12 *g*UFC-1 0.004932 0.004932
Stafilococchi(s) 10-11 *g*UFC-1 0.004932 0.04932
Streptococchi(s) 10-9 *g*UFC-1 0.004932 4.932


Allergie
Miceti(a) 10-6 *m3*UFC-1 0.014796 14796
Miceti(s) 10-8 *g*UFC-1 0.014796 147.96


(a) veicolo dell’agente infettante è l’aria

(s) veicolo dell’agente infettante è il rifiuto solido

Tab.4 - Grandezze necessarie per il calcolo della Caratterizzazione.

Normalizzazione

Per normalizzare il valore ottenuto con la fase di Caratterizzazione, esso va moltiplicato per il fattore di normalizzazione che è l’inverso del danno subito da un cittadino europeo in 1 anno (sempre espresso in DALYs). Nel metodo Eco-indicator 99 Europe E/E (prospettiva ugualitaria), il fattore di normalizzazione relativo alle categorie di danno della Salute Umana (HH) vale 26.4; il valore della caratterizzazione va quindi moltiplicato per 26.4.

Valutazione

Nell’ultima fase di Valutazione, il valore ottenuto dalla Normalizzazione va moltiplicato per il ‘fattore peso’; esso varia secondo la prospettiva culturale con cui si vuole analizzare il danno. Nella stima del rischio biologico si assume un ‘fattore peso’ uguale a quello usato per le altre categorie di impatto relative alla salute umana, secondo la prospettiva ugualitaria: 400. Il valore ottenuto dalla Normalizzazione va quindi moltiplicato per 400.

Inventario

Il numero di operatori fissi nof..= 1; il numero di operatori occasionali noc.= 0.35.

Si può calcolare la ‘population density’ che risulta:

pd = nof. + noc. = 1.35

Le concentrazioni di agenti infettanti rilevate sperimentalmente nel solido e nell’aria circostante (Unità di misura: numero di UFC/g nel rifiuto e UFC/m3 nell’aria) sono riportate in Tab.5.


Agente infettante in aria Concentrazione

*103 [UFC/m3]

Agente infettante nel rifiuto Concentrazione

*103 [UFC/g]

Coliformi fecali - ===== Coliformi fecali ===== 7.47*102
Stafilococchi 2.868 Stafilococchi 6.4*105
Miceti 6.701 Miceti 7.46*103
Streptococchi 1.626 Streptococchi 1.02*104

Tab.5 - Inventario degli agenti infettanti

La quantità totale dei rifiuti conferiti in discarica durante 1 giornata lavorativa vale: PRSUd = 156 ton. Supponendo che il numero di emissioni (UFC) sia direttamente proporzionale al peso dei rifiuti, e, indicando con nUFC il numero di UFC emesso dall’unità di peso del rifiuto si ha:

e = nUFC * PRSUd

eU.F. = nUFC * PU.F.

eU.F. / e = PU.F. / PRSUd = 0.00641

Analisi dei risultati

In base alle considerazioni svolte ai paragrafi precedenti, l’elaborazione hanno permesso di riassumere i risultati in tre grafici di seguito riportati:

Figura 6 Diagramma della valutazione del ‘process’ agenti infettanti totali


Figura 7 Diagramma della valutazione del ‘process’ agenti infettanti in aria


Figura 8 Diagramma della valutazione del processo agenti infettanti nel rifiuto solido

Conclusioni

Le poche indagini ambientali svolte in discariche sulla presenza di microrganismi in campioni di aria e di rifiuto solido confermano i risultati da noi ottenuti nei prelievi fatti nella discarica di Poiatica. La scelta degli organismi-indicatori indagati in questo studio è risultata significativa in quanto ha consentito una correlazione con i parametri rilevati anche in altre indagini simili, non essendo stato ancora stabilito da nessuna normativa quali microrganismi adottare come indicatori, né le relative metodiche di indagine ed i valori limite da rispettare affinché un ambiente di lavoro possa considerarsi esente da rischio igienico-sanitario.

Nell’aerosol le cariche batteriche totali e i miceti risultano i parametri più significativi se confrontate con le concentrazioni rilevate dei potenziali patogeni (stafilococchi, streptococchi, coliformi e spore) che sono risultate limitate. Per quanto riguarda il rifiuto solido, le concentrazioni batteriche rilevate lo devono far considerare come una matrice potenzialmente infetta alla stregua di reflui civili e di zolle di terreno fertile.

Elevata la presenza di stafilococchi, mentre le spore di clostridi solfito-riduttori e i miceti sono risultate una componente minoritaria. E’ stata rilevata inoltre la presenza di Aspergillus sp., E.coli e S.Aureus che, secondo quanto stabilito dal D.L.vo 626/94, sono considerati indicatori di patogenicità di classe 2 e pertanto confermano l’esistenza di un rischio igienico-sanitario effettivo per gli operatori delle discariche. Anche la scelta dei punti di campionamento è risultata significativa perché ha consentito di rilevare differenze sostanziali soprattutto per quanto riguarda il campionamento di aria: in fase di movimentazione del rifiuto infatti le cariche dei microrganismi indagati risultano tutte significativamente maggiori rispetto alle altre fasi indagate.

L’applicazione del metodo matematico Life Cycle Assessment (LCA), con l’inserimento dei risultati delle indagini ambientali condotte e di dati sanitari, ha consentito di stimare un rischio potenziale per gli operatori delle discariche soprattutto per quanto riguarda l’apparato oculare e quello respiratorio, associato alla presenza di stafilococchi nel rifiuto solido e di miceti nell’aria.

Dallo studio effettuato si possono pertanto trarre le seguenti conclusioni relative ad 1 t di rifiuti:

  • Le analisi su campioni di rifiuti e di aria circostante ad essi ha dimostrato l’esistenza di agenti infettanti.
  • Il danno dovuto agli agenti infettanti in aria (0.00906 Pt) è minore di due ordini di grandezza rispetto a quello dovuto agli agenti infettanti nel solido (0.589 Pt)
  • Il danno maggiore dovuto agli agenti infettanti in aria è causato dalle allergie e vale 9.06*10-3 Pt
  • Il danno maggiore dovuto agli agenti infettanti nel solido è causato dall’infezione oculare e vale 481*10-3 Pt.
  • Il danno causato dall’infezione oculare rappresenta l’82% del danno totale dovuto agli agenti infettanti nel solido.
  • Il danno dovuto agli agenti infettanti (0.598 Pt) è quattro volte quello dovuto alle emissioni della discarica (0.136 Pt).
  • Lo studio dimostra la necessità che venga rispettata la legge sulla sicurezza degli operatori della discarica (D.Lgs.626/’94), in particolare per quanto riguarda l’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI), al fine di ridurre il rischio biologico.

Riferimanti bibliografici

[1] AGAC. Documento della sicurezza. Archivio AGAC, via Gastinelli, 30 Reggio Emilia. Codice: PROT. N°00665, 17/08/2000.

[2] FANTUZZI G, BONDI M, MESSI P, PREDIERI G, AGGAZZOTTI G. Il rischio biologico degli operatori nelle discariche controllate di rifiuti solidi urbani. Rivista Italiana di Igiene 2000; 60: 300-311.

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[4] BIANUCCI F, BISBINI P, FANTUZZI G, LEGNANI P, LEONI E, OLIVO R, PREDIERI G, TARTONI PL. Indagini sulla contaminazione ambientale batterica e da metalli provocata da impianti di trattamento ossidativi di liquami cloacali. Rivista Italiana d’Igiene 1998; XLVIII, 352-375.

[5] COLOMBARI C. e altri Valutazione del rischio igienico-sanitario degli operatori della discarica di Poiatica effettuata con il metodo dell’LCA.Doc ENEA OT-SBB-00017 , Bologna, (2001)