La gestione dei rifiuti nel Comune di L'Aquila

Da Lca rifiuti.

Il seguente studio ha come obiettivo l’analisi ambientale della gestione dei rifiuti solidi urbani nel comune dell’Aquila relativa all’anno 2003. Il lavoro di studio è stato svolto presso il centro di ricerca ENEA di Bologna in collabora­zione con l’azienda ASM di L’Aquila che si occupa della gestione dei rifiuti solidi urbani. Si è partiti dall’analisi e interpretazione del quadro normativo nazionale inerente la gestione dei rifiuti per poi analizzare in dettaglio il Piano Provinciale Gestione Rifiuti di L’Aquila. Per raggiungere l’obiettivo del nostro studio, abbiamo utilizzato la metodologia dell’Analisi del Ciclo di Vita (Life Cycle Assestament LCA).

a cura di: Roberto Spagnoli

Titolo della tesi: L’analisi ambientale della gestione dei rifiuti solidi urbani nel Comune di L'Aquila con il metodo dell'analisi del ciclo di vita

Autore della tesi: Roberto Spagnoli

Relatori: Cerolini P, Cicolani B, Neri P.

Università: Università degli studi dell’Aquila, Facoltà di Scienze Ambientali

Oggetto dello studio

Attualmente lo scenario di gestione dei rifiuti solidi urbani prevede le seguenti fasi (Figura 1):

Figura 1 Flusso Rifiuti Solidi Urbani

Nel nostro caso si è deciso di eseguire un LCA della discarica, uno relativo alla raccolta differenziata ed uno relativo alla raccolta indifferenziata. I flussi vengono poi richiamati in un unico LCA, chiamato Scenario 2003, che restituisce l’impatto ambientale della gestione dei rifiuti nel comune dell’Aquila nell’anno 2003. Viene quindi analizzato l’intero ciclo dei rifiuti “dalla culla alla tomba”.

Le aziende coinvolte nella gestione dei rifiuti nel Comune dell’Aquila sono

  • A.S.M. ex municipalizzata del Comune, oggi s.p.a., che si occupa della gestione della raccolta dei rifiuti differenziati e indifferenziati.
  • Ecoaspa Aquilana Combustibili S.r.l. si occupa del trasporto dei rifiuti indifferenziati nella discarica di Atri, e svolge il servizio di stoccaggio dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata (legno, carta-cartone e pneumatici).
    • Metaltao L’Azienda (a 12 Km da L’Aquila) svolge il servizio di selezione e stoccaggio di alcuni rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata come plastica, ferro e vetro.

Di seguito sono riportati i principali flussi oggetto dello studio.


Raccolta indifferenziata

La raccolta dei rifiuti indifferenziati nel Comune dell’Aquila è gestita dall’ASM.

Una volta raccolti, i rifiuti, vengono portati nella stazione di trasferenza sita nell’ex-discarica comunale “La Cona”; qui vengono caricati per mezzo di un nastro trasportatore su compattatori dell’Ecoaspa e trasportati alla discarica di Atri, situata a circa 85 Km da L’Aquila.


Raccolta differenziata

Nel Comune di L’Aquila, nell’anno 2003, la raccolta differenziata raggiunge una percentuale di circa il 12%.

Vengono raccolte le seguenti tipologie di materiale:

  • Vetro, viene raccolto in cassonetti e campane di colore verde e portato alla Metaltao dove viene accumulato per poi essere inviato al C.R.V. (centro raccolta vetri) di Trani.
  • Ferro, viene raccolto tramite il sistema di raccolta multimateriale in cassoni da 20 mc. Dopo essere stato raccolto, subisce una prima selezione da parte degli operai dell’ ASM, successivamente viene caricato su altri cassoni, e infine trasportato all’impianto di stoccaggio Metaltao. Qui viene separato il bianco dal nero, il ferro pesante dal leggero, l’acciaio, il rame, l’alluminio ecc. Raggiunto un certo quantitativo, viene pressato per mezzo di una pressa mobile, e inviato alla PRESAFER (AVEZZANO).
  • Plastica (PET), viene raccolta in cassonetti e campane di colore giallo. Una volta raccolta viene inviata alla Metaltao dove viene accumulata in prossimità di un nastro trasportatore al fine di subire una prima selezione manuale. Caricata sul nastro, giunge nella pressa dove viene compattata e imballata. Raggiunta la quantità di circa 40 balle viene caricata su camion e inviata al consorzio COREPLA.
  • Ingombranti, vengono raccolti tramite il sistema multimateriale o direttamente dall’ASM previa segnalazione telefonica, vengono inviati al C.I.R.S.U. s.p.a. (Roseto degli Abruzzi) che provvede, per quanto riguarda i frigo, all'estrazione del gas Freon dalle serpentine, alla separazione di alcuni componenti e al conferimento delle carcasse residue presso un centro di macinazione autorizzato.
  • Legno, viene raccolto tramite il sistema di raccolta multimateriale in cassoni da 20mc. Una volta raccolto, la destinazione è l’azienda di stoccaggio Ecoaspa. Tutto il legno recuperato, anche proveniente da altre tipologie di rifiuti, viene triturato grazie all’uso di un trituratore mobile e inviato al consorzio RILEGNO.
  • Carta, viene raccolta in cassonetti e campane di colore bianco. La destinazione dopo la raccolta è l’impianto Ecoaspa, dove viene compattata e imballata tramite un nastro e una pressa. Le balle vengono inviate alla Cartiera di Ferentino (Frosinone).
  • Pneumatici, la raccolta avviene sempre tramite il sistema multimateriale in cassoni e convogliati all’impianto Ecoaspa; qui vengono sgonfiati e privati dei cerchi in ferro. La gomma viene inviata all’azienda ADRIA (SULMONA), mentre il ferro alla RIAB S.r.l. MONTESILVANO (PE).
  • Indumenti, vengono raccolti in box da 300 litri. Il loro svuotamento avviene in genere con frequenza bisettimanale e il materiale raccolto viene convogliato presso l’azienda EURORECUPERI (VITERBO).

Discarica di Atri

Il comune dell’Aquila smaltisce i suoi rifiuti nella discarica di Atri, sita in Provincia di Teramo ad una distanza di circa 85 Km dal capoluogo abruzzese.

La discarica, gestita dal Consorzio Comprensoriale Smaltimento R.U. Area Piomba-Fino, sorge in una zona compresa tra le quote di 225 e 285 metri circa, ed è stata realizzata sulla porzione medio alta del versante sinistro di Fosso Portella, affluente di sinistra del torrente Piomba, per riempimento di un’area calanchiva distante pochi chilometri dalla riserva regionale.

La data di attivazione della discarica risale al mese di ottobre del 1999.

Tale discarica sorge su altre discariche ormai chiuse, in un versante fortemente modificato da gradonature, scavi, sbancamenti e riporti, eseguiti nello svolgimento della normale attività di posa dei rifiuti solidi urbani protrattasi in passato per più anni.

Le dimensioni della discarica sono:

  • Area discarica: mq. 72.000 circa
  • Volumetria autorizzata : mc. 90.000

I comuni che attualmente (anno 2003) conferiscono in discarica sono i comuni consorziati di Atri, Arsita, Bisenti, Castilenti, Castiglione M.R., Montefino, Pineto, Silvi ed il comune convenzionato di L’Aquila.


Applicazione del metodo LCA

Obiettivi e campo di applicazione dello studio

Obiettivo dello studio è la valutazione del danno ambientale e del costo commerciale del ciclo di vita della gestione dei rifiuti urbani nel Comune dell’Aquila nell’anno 2003 La funzione del sistema è la gestione dei rifiuti urbani. Il sistema che deve essere studiato è la gestione dei rifiuti urbani prodotti nel comune dell’Aquila nell’anno 2003 I confini del sistema vanno dalla raccolta dei rifiuti al loro smaltimento. L’Unità Funzionale è la quantità dei rifiuti urbani prodotti in ciascuno degli anni considerati Per lo studio viene utilizzato il codice SimaPro5. Vengono raccolti sul campo i dati relativi alla raccolta dei rifiuti, al loro trasporto, all’eventuale trattamento(separazione, biodegradazione ecc), al trasporto fino alla destinazione finale(inceneritore, discarica e riciclo)per la quale saranno considerati per l’inceneritore le emissioni in aria, acqua e suolo(ceneri e scorie), per la discarica le emissioni in aria (biogas) e in acqua e suolo (percolato), per il riciclo le emissioni e il prodotto evitato. Per rappresentare i processi relativi ai trasporti, all’energia elettrica, all’energia termica, alla produzione dei materiali costituenti gli impianti, si usano i processi presenti nella banca dati del codice SimaPro5. La valutazione dell’impatto ambientale viene eseguito utilizzando il Metodo Eco-Indicator 99 modificato, il metodo EPS 2000, il metodo EDIP 96.


Inventario

L’inventario raccoglie i dati relativi allo studio e necessari all’analisi dei processi. Alcuni dati sono stati forniti dalle aziende altri sono stati tratti da studi affini, da letteratura o ipotizzati.

Tutti i dati sono relativi all’anno 2003 e riguardano la gestione dei rifiuti solidi urbani nel comune dell’Aquila, capoluogo della regione Abruzzo e dell’omonima provincia.

Nell’anno 2003 ancora non si è riusciti a realizzare l’impianto di smaltimento, previsto e già finanziato, per problemi inerenti la localizzazione del sito, così il comune dell’Aquila, si vede costretto a conferire i propri rifiuti nella discarica di Atri, in provincia di Teramo. Nel nostro studio, quindi, è stato considerato tale impianto di smaltimento ed i dati relativi all’emissione di biogas sono stati calcolati utilizzando il programma LandGEM, mentre la quantità di percolato prodotto è stata misurata con HELP. La composizione del percolato è stata estratta da uno studio eseguito sulla discarica di Poiatica.


I componenti dell’inventario

La raccolta

Uno dei primi processi coinvolti nella gestione dei rifiuti è quello relativo alla raccolta e al trasporto del materiale stesso. Questo sistema comporta consumi energetici ed emissioni in atmosfera che vanno considerati nel nostro LCA.

I dati forniti dall’azienda Asm, per quanto riguarda la raccolta indifferenziata (30951 t per l’anno 2003), sono gli itinerari compiuti dai compattatori (Tabella1).


Mezzo utilizzato Itinerario N° cassonetti Capacità cassonetti (l) Km percorsi
Primo itinerario mono-operatore Centro, Via XX Settembre, Guardia di Finanza, Cansatessa, Arischia 193 2400 50
Secondo itinerario mono-operatore Centro, Torrione, Comunità Europea, Pettino 159 2400 50
Terzo itinerario mono-operatore Centro, Via Strinella, Torretta, Gignano, Acquasanta 196 2400 64
Quarto itinerario mono-operatore Coppito, Ospedale, Università, Preturo, Forcella 156 2400 94
Quinto itinerario mono-operatore Sassa, Brecciasecca, Palombara, Pile, S.Martino, Collemare 88 2400 60
….. …… ……

Tabella 1 Itinerari Mezzi di Raccolta (sono riportati solo i primi 5)


Tutti gli 11 itinerari sono stati inseriti nel codice.

Per i trasporti sono stati inseriti mezzi a motore (Truck 28 t) contenuti nella banca dati del codice Simapro 5. E’ stata considerata anche l’energia impiegata per l’uso quotidiano del nastro trasportatore utilizzato nella stazione di trasferenza. Infine è stato inserito il trasporto (Truck 40 t) dalla stazione di trasferenza alla discarica di Atri.


Riciclo

Il riciclo rappresenta una delle operazione più importanti dal punto di vista ambientale grazie alla capacità di portare ad un risparmio di energia e materie prime. Nel nostro studio gli impianti di riciclo sono stati presi da studi affini ed inseriti nel processo raccolta differenziata considerando ovviamente il trasporto e le quantità raccolte nel Comune di L’Aquila.

Per quanto riguarda la raccolta differenziata, non avendo a disposizione i dati relativi agli itinerari di raccolta, questi ultimi sono stati ricavati da quelli relativi alla raccolta indifferenziata, forniti direttamente dall’ ASM.

La disposizione delle isole ecologiche, delle campane e dei cassonetti nei vari itinerari è stata effettuata attraverso sopralluoghi, tenendo conto sia della densità di popolazione dei vari quartieri, sia del numero totale di cassonetti, campane e bidoncini fornito dall’azienda stessa. Siccome il trasporto inerente alla raccolta del rifiuto differenziato e indifferenziato prevede uno riempimento graduale dell’automezzo, anziché moltiplicare il percorso di raccolta con il totale di rifiuto raccolto, si è sviluppata una formula (Equazione1) che permette di considerare il progressivo aumento di tonnellate trasportate man mano che il percorso di raccolta avanza:


Tonnellate raccolte * km percorsi = d * p ( n.c.*( n.c. -1)) / 2 (Equazione 1)


dove:

d: distanza tra due cassonetti specifica per ogni frazione merceologica;

p: peso di rifiuto contenuto in un cassonetto (ton);

n.c: numero di cassonetti presenti in ogni ambito territoriale inerente a ciascuna frazione merceologica.


Discarica

L’ultimo elemento di qualsiasi filiera di gestione dei rifiuti è la discarica controllata. Anche la discarica rappresenta un processo del quale bisogna tener conto e quindi valutare e quantificare il carico ambientale dovuto alla fase di costruzione e di gestione.

Tutti i dati relativi alla fase di costruzione sono stati forniti dal consorzio di gestione e inseriti nel codice.

Per stimare la produzione di percolato della discarica, è stato utilizzato il modello HELP versione 3.07 (Hydrologic Evaluation of Landfill Performance) messo a punto dalla Environmental Laboratory-U.S Army Corps of Engineers-Waterways Experiment Station e dal Department of Civil Engineering- Clemson University, su commissione dell’americana EPA. E’ un modello idrologico bidimensionale basato sul movimento dell’acqua dentro, fuori e attraverso la discarica.

Il modello richiede i seguenti input:

  • dati climatici giornalieri (precipitazioni, temperatura, irraggiamento solare);
  • generali (umidità relativa);
  • superficie della discarica
  • caratteristiche stratigrafiche della discarica

Output:

  • stima il ruscellamento, l’evapotraspirazione, il drenaggio, il percolato raccolto, la quantità di percolato perso.

Nel nostro studio sono state considerate tutte le fasi di vita della discarica, dalla costruzione alla dismissione. E’ stato considerato anche il riciclo del percolato raccolto.

La stima delle emissioni di biogas dalla discarica è stata eseguita utilizzando il codice di calcolo LandGEM (Landfill Gas Emission Model) versione 2.0, prodotto dal Control Technology Center su commissione dell’U.S EPA. Il modello restituisce le quantità di metano, di CO2, dei composti organici diversi dal metano o dei singoli inquinanti aerei che si ritrovano nel biogas prodotto da una discarica di RSU.

Il modello è basato su un’equazione di decadimento del primo ordine che descrive il tasso di emissione delle varie sostanze dovuto alla degradazione anaerobica della componente organica dei rifiuti. Tra i parametri più significativi per il calcolo vi è dunque la percentuale di massa organica biodegradabile

I dati richiesti dal modello per eseguire la stima della produzione di biogas sono:

  • la capacità della discarica
  • la quantità di rifiuti conferiti in discarica ogni anno
  • l’anno di chiusura della discarica
  • il coefficiente di generazione del metano ( k )
  • la capacità potenziale di generazione di metano ( L0 )

Nella discarica di Atri la captazione del biogas avviene attraverso una rete di 12 pozzetti, con profondità di circa 15-18 m, ubicati secondo una maglia circolare di 40 m e convogliato direttamente in torcia. Il peso specifico dei rifiuti è stato ricavato dalla valutazione di impatto ambientale fornita dalla Regione Abruzzo, dove nel 2002, risulta un rapporto di compattazione di 0.98 t/m3.

Dalla composizione merceologica dei rifiuti solidi urbani prodotti in Abruzzo, presente nella proposta di piano regionale rifiuti DGR n. 837/C del 7 ottobre 2003, è stata ricavata la frazione biodegradabile:

frazione biodegradabile = 42,8% organico + 9,7% verde + 15,3% carta e cartone + 6,1% legno e tessili =73,9%

Il valore della velocità del flusso stabilizzato medio di biogas per pozzetto [m3/min], si è ipotizzata pari a 0.25 m3/min.

La generazione potenziale di metano L0 è stata calcolata facendo riferimento a dati di letteratura e precisamente al fatto che una tonnellata di soli scarti organici produce 250Nm3 di biogas.

Di seguito (Figura2) è riportato l’andamento della produzione di biogas nel tempo, ottenuto inserendo i dati specifici della discarica di Atri. Si nota un andamento crescente della curva fino al 2005, anno in cui è prevista la chiusura della discarica, dovuto al continuo apporto di materiale organico.


Figura 2 Andamento del CH4 ottenuto con dati presenti nel metodo AP-42


Valutazione ambientale e interpretazione dei risultati

Le voci di inventario vengono, secondo la procedura LCA, classificate nelle categorie di danno, prima, e nelle categorie d’impatto, poi. Tali categorie “di raggruppamento” delle sostanze sono specifiche per ogni metodo di valutazione. Le quantità delle sostanze vengono in sequenza caratterizzate in unità di misura tipiche di ogni categoria di impatto, normalizzate e valutate: da quantità non omogenee (es. kg, MJ, oz., …) si passa a unità di misura definite dai metodi per le rispettive categorie di impatto e, attraverso la valutazione, ad un valore in Punti. Per valutare i benefici del riciclo si utilizza la metodologia del “danno evitato”. In pratica dato un sistema che permette un qualsiasi recupero, si sottraggono dagli impatti ambientali del sistema quelli associati alla produzione dei flussi riciclati. Di seguito tali danni evitati sono caratterizzati dal segno meno.


LCA Raccolta differenziata


Figura 3 Il diagramma della valutazione per impact category secondo E 99 del processo Raccolta differenziata L’Aquila (elaborazione dell’autore)


Dall’analisi dei risultati della valutazione (Figura 3) si nota che:

Il processo produce un danno totale evitato che vale -0.032817 Pt dovuto per il -30.96% a Recycling Ferro Metals, per il -21.09% Recycling Tin Plate, per il -19.64% a Recycling Plastics (excl.PVC) e per il -17.35% a Recycling Paper. Il processo che produce il danno massimo (5.908%) è Recycling Glass.

Inoltre il danno evitato è dovuto a Human Health per il -24.04%, a Ecosystem Quality per il -12.78% e a Resources per il -63.19%


LCA Raccolta indifferenziata

Figura 4 Il diagramma della valutazione per impact category secondo E 99 del processo Raccolta indifferenziata 2003 L’Aquila (elaborazione dell’autore)

Dall’analisi dei risultati della valutazione (Figura4) si nota che:

Il processo produce un danno che vale 0.007305 Pt dovuto per il 66.85% a Discarica di Atri 1 e per il 19.92% a Truck 40t ETH.

Inoltre il danno è dovuto a Human Health per il 49.94%, a Ecosystem Quality per il 11.41% e a Resources per il 38.65%


LCA Discarica di Atri

Figura 5 Il diagramma della valutazione per impact category secondo E 99 del processo Discarica Atri 1 (elaborazione dell’autore)

Dall’analisi dei risultati della valutazione (Figura 5) si nota che:

Il processo produce un danno che vale 0.004884Pt dovuto per il 34.93% a Emiss.gass.discarica Atri-CO2-CH4 , per il 23.42% in Costruzione discarica, per il 16,3% Percolato discarica Atri e per 14,46% Truck long-distance B.

Inoltre il danno è dovuto a Human Health per il 60.82%, a Ecosystem Quality per il 10.66% e a Resources per il 28.52


LCA Scenario 2003

Figura 6 Il diagramma della valutazione per impact category secondo E 99 del processo Scenario 2003 (amount)

Dall’analisi dei risultati della valutazione (Figura 6) si nota che:

Il danno totale vale 94402Pt dovuto per il -139.6% a raccolta differenziata e per il 239.6% a raccolta indifferenziata.

Inoltre il danno è dovuto a Human Health per il 86.08%, a Ecosystem Quality per l’9.509% e a Resources per il 4.408%


Analisi di sensibilità

Al fine di poter individuare le alternative meno impattanti, e quindi proporre soluzioni alternative all’attuale sistema di gestione dei rifiuti, si è pensato di fare un confronto fra discarica e inceneritore usando il metodo Eco-Indicator 99.

Per 1 kg di rifiuto si è considerato come waste treatment:

Discarica Atri senza costi

  • è la discarica considerata nello studio della gestione dei rifiuti solidi urbani del comune dell’Aquila

Inceneritore T.U. Brescia

  • Termo-Utilizzatore (T.U.), i dati sulle emissioni sono stati ricavati dal "Rapporto dell'osservatorio sul funzionamento del Termo-Utilizzatore di Brescia relativo agli anni 2000 e 2001".

Inceneritore ANPA x RSU t.q. 25y (modificato C.M)

  • Inceneritore con combustione a griglia inclinata, temperatura di combustione: 1100°C, 11% O2, temperatura dei fumi: 900°C con una permanenza nella camera di combustione oltre 2 secondi. Il sistema di abbattimento è composto da un sistema a secco con iniezione di Ca(OH)2 e carboni attivi (CA), filtro a maniche, riduzione di NOx con iniezione di NH3 nella camera di combustione. Questa configurazione è rappresentativa per nuovi impianti in Italia.

Silla2 con scorie in discarica di Castel Maggiore

  • L’impianto è collocato in un’area del Comune di Milano. Le attività svolte dall’inceneritore sono:
    • il trattamento di rifiuti urbani e assimilati;
    • l’esercizio dell’impianto di termovalorizzazione di RSU.

L’impianto produce energia elettrica che viene immessa in rete ENEL ad alto voltaggio ed energia termica ceduta per teleriscaldamento.


Figura 7 Valutazione per single score secondo E 99 del confronto Discarica Atri 1 senza costi, Inceneritore T.U. Brescia, Inc ANPA x RSU t.q. 25y (modificato C.M), Silla2 con scorie in discarica di Castel Maggiore

Dall’analisi dei risultati della valutazione (Figura 7) risulta che:

    • La discarica di Atri produce il danno massimo pari a 0.004884 Pt/kg.

Confronto tra i vari processi di riciclo con e senza lo smaltimento degli scarti di discarica

Come in tutti i processi produttivi, anche dai processi di riciclaggio si originano scarti che non possono essere ulteriormente trattati e devono essere necessariamente smaltiti in discarica o termodistrutti. Nei processi di riciclo utilizzati nel nostro studio, presi direttamente dal database Data Archive, non viene considerato il fine vita degli scarti di riciclaggio. Si è pensato, quindi, di fare un confronto fra il processo di riciclo con e senza smaltimento degli scarti, in modo da evidenziare l’eventuale aumento del danno ambientale. Per quanto riguarda il riciclo dei pneumatici, è stato modificato il processo di riciclo delle cassette in PP . Per il riciclo dei beni durevoli è stato modificato il processo di rottamazione auto.

Interessante è il risultato del confronto relativo al riciclo del vetro.

Figura 8 Diagramma di valutazione del confronto fra il processo Recycling Glass (senza trasp.) e Recycling Glass (senza trasp. con smal.scarti)

Dall’ analisi dei risultati del confronto (Figura 8) si nota che:

    • Il danno in Recycling Glass (senza trasporto) vale 0.0173 Pt
    • Il danno in Recycling Glass (senza trasporto con smaltimento scarti ) vale 0.0183Pt

Dal confronto si vede che il danno aumenta di circa il 5.57% quando si considera lo smaltimento degli scarti in discarica.

Come si può notare, il riciclo del vetro sembrerebbe produrre un danno. Tale danno è dovuto principalmente alla quantità notevole di energia elettrica utilizzata nelle varie fasi del processo di riciclaggio.

Per quanto riguarda le altre tipologie di materiale riciclato si nota:

    • Per la carta il danno evitato diminuisce di circa il 7% quando si considera lo smaltimento degli scarti in discarica.
    • Per il ferro il danno evitato diminuisce di circa il 0.5% quando si considera lo smaltimento degli scarti in discarica.
    • Per la plastica il danno evitato diminuisce di circa lo 0.37% quando si considera lo smaltimento degli scarti in discarica.

Conclusioni generali

Lo studio eseguito ha messo in evidenza le seguenti priorità:

  1. Aumento della percentuale di raccolta differenziata, tale aumento deve passare prima di tutto attraverso l’organizzazione del servizio di raccolta dell’organico, previsto anche dal PPGR dell’Aquila, al fine di evitare un suo conferimento in discarica e tutti i problemi derivanti dall’emissione di biogas. Lo studio ha inoltre evidenziato i notevoli vantaggi derivanti dal riciclo della carta (nella categoria salute umana, qualità dell’ecosistema ed energia) e del ferro ( nella categoria risorse).
  2. La raccolta dei rifiuti produce emissioni dovute al traffico: con la raccolta porta a porta aumenta il percorso degli automezzi. Il PPGR prevede per il comune dell’Aquila un ricorso al domiciliare per l’organico, la carta, il vetro tenendo conto solo della fattibilità tecnico-economica del servizio e dell’integrazione con la raccolta differenziata. L’Analisi del ciclo di vita è in grado di valutare le emissioni causate dall’aumento del traffico urbano.
  3. Limitare l’uso della discarica come soluzione al problema di smaltimento dei rifiuti prodotti, perché richiede l’occupazione di un territorio sempre più vasto, e produce emissioni di biogas e percolato che, anche se controllate, si protraggono per numerosi anni.
  4. L’impiego del termovalorizzatore per lo smaltimento della frazione secca ad alto potere calorifico, mantenendo l’impianto costantemente monitorato nelle sue emissioni di diossine e metalli pesanti e usando sempre la miglior tecnologia possibile. Questa soluzione garantisce anche la possibilità di produrre energia elettrica e termica permettendo così un risparmio di produzione energia o calore attraverso le fonti convenzionali. Le analisi del confronto tra inceneritore e discarica di Atri hanno messo in evidenza questo vantaggio.


Lo studio ha messo in evidenza le potenzialità del metodo LCA come strumento di analisi e previsione, da utilizzare soprattutto nella legislazione ambientale e, quindi, nella stesura dei piani provinciali. Infatti, analizzando l’intero ciclo di vita del rifiuto, il metodo offre la possibilità di confrontare scenari diversi e scegliere le alternative meno impattanti, permettendo di intervenire, nella riduzione delle spese sanitarie conseguenti ai danni subiti dall’uomo a causa delle emissioni inquinanti, nella riduzione dei danni prodotti dai servizi pubblici, e nella riduzione delle spese per i combustibili fossili, sostenute dall’Italia, per il consumo di energia prodotta.


Bibliografia

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SPAGNOLI R. e altri "L’ANALISI AMBIENTALE DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI NEL COMUNE DI L’AQUILA CON IL METODO DELL’ANALISI DEL CICLO DI VITA" Doc. ENEA - PROT – P135 – 075, Bologna, 2006